Il caso Favia e l’occasione sprecata di Piazza Pulita

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Casaleggio prende tutti per il culo. Da noi la democrazia non esiste”. Bastano due frasi del consigliere regionale Giovanni Favia, eletto in Emilia-Romagna col Movimento 5 Stelle, per riassumere lo scoop a scoppio ritardato (l’intervista risale allo scorso maggio) di Piazza Pulita, il programma di approfondimento politico condotto da Corrado Formigli su La7.

La notizia “bomba” viene fatta deflagrare intorno alle 22:30, quando il dibattito in studio tra giornalisti (Andrea Scanzi, Luca Telese, Enrico Mentana) e politici (fra tutti l’incolore Francesco Boccia del PD) si era ormai definitivamente avvitato, riducendosi al solito referendum pro o contro il comico genovese.

Sulle dichiarazioni “rubate” al giovane Favia è facile prevedere come alcuni giornali (La Repubblica in testa) si disporranno sullo scacchiere dell’informazione. Altrettanto scontata l’indignazione dei principali avversari politici del Movimento 5 Stelle, pronti a denunciare la “scarsa democrazia interna” della creatura ideata da Beppe Grillo (insieme all’eminenza grigia Gianroberto Casaleggio?) per scardinare la partitocrazia tuttora saldamente al comando nel Paese.

Da un punto di vista meramente giornalistico va sottolineato che ieri sera Formigli ha fatto il suo dovere soltanto a metà. L’intervista “rubata” (vedi quella al senatore del Partito Democratico Luigi Lusi) sembra essere il solo modo per raccontare efficacemente le reali dinamiche che stanno dietro la vita politica del nostro Paese. Altrettanto va detto con riferimento al “nuovo” che incarnerebbe con grande successo il movimento di Grillo. Se questo aspetto del lavoro giornalistico di Piazza Pulita appare impeccabile (le notizie, a volte, vanno stanate) non poche perplessità permangono sull’impostazione generale del programma.

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Incentrare l’intera serata su Beppe Grillo asseconda il conformismo vigente nel giornalismo italiano, interessato più al “megafono” (il comico ligure) che ai contenuti del Movimento 5 Stelle. Al giornalista restano poche alternative: può sottrarsi alla corrente dominante o cercare, come ha timidamente tentato Formigli (vedi il servizio sulla faccia operosa del M5S, cioè quella del sindaco di Parma Federico Pizzarotti), di non farsi schiacciare dal personaggio Grillo.

Ma uno spettatore che non fosse già precedentemente “schierato” cosa ha potuto apprendere dalla puntata di Piazza Pulita? Ha scoperto innanzitutto che l’attento e lucido “grillologo” Scanzi, da vero aziendalista del Fatto Quotidiano, perde le staffe soltanto con l’ex collega Telese e l’onorevole Boccia (quest’ultimo invischiato in una sgradevole polemica col vicedirettore del Fatto Marco Travaglio) mentre Mentana, pur mantenendo il distacco e l’umorismo di un giornalista della BBC appena sbarcato in Italia, sembra assai divertito dal terremoto che Grillo rappresenta per i partiti politici.

Sul Movimento 5 Stelle tuttavia s’è detto poco, perché poco è stato ottenuto finora a livello di risultati. Un bilancio sull’operato di Pizzarotti, ad esempio, oggi sarebbe del tutto prematuro. L’impressione è che al momento, per gli avidi mass-media nostrani sempre a caccia di polemiche, le dichiarazioni spesso “fuori fuoco” e sopra le righe del capopopolo Grillo siano più che sufficienti. Quanto a programmi e proposte probabilmente si pensa che possano bastare le tribune politiche pre-elettorali.

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