Migranti morti? I lettori del Corriere della Sera sono soddisfatti

“Almeno 13 migranti sono morti annegati questa mattina nel ragusano mentre cercavano di scappare da un barcone che si è spiaggiato a Scicli. Secondo le prime ricostruzioni, gli immigrati sono stati presi a colpi di cinghia dagli scafisti e costretti a lanciarsi in mare”.

Il 49% dei lettori del Corriere della Sera è soddisfatto.

Senza parole.

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Dove c’è Barilla, c’è omofobia

Dove c'è Barilla, c'è omofobia

Guido Barilla: “Non metterei in una nostra pubblicità una famiglia gay perché noi siamo per la famiglia tradizionale. Se i gay non sono d’accordo, possono sempre mangiare la pasta di un’altra marca. Tutti sono liberi di fare ciò che vogliono purché non infastidiscano gli altri”.

No, non è un reato tifare per la “famiglia tradizionale” (meglio rassicurare i devoti laici e religiosi che temono la persecuzione per legge delle loro idee omofobe). Ma neppure lo è scegliere di censurare, con la sola arma concessa ai consumatori (il portafogli), parole dal sapore retrogrado e bigotto come quelle pronunciate dal presidente della multinazionale Barilla.

Sul web alcuni criticano la sostanziale inutilità di un boicottaggio dei prodotti Barilla, altri rivendicano la libertà di un’azienda nello scegliere il proprio target di riferimento. Tutte posizioni legittime che tuttavia non scalfiscono le ragioni di chi, dopo avere ascoltato quelle parole, potrebbe altrettanto legittimamente trovarsi a disagio nell’acquistare e pertanto foraggiare una vision quantomeno discutibile.

Insomma, si può sempre mangiare la pasta di un’altra marca e non è necessario essere gay per farlo; è sufficiente non riconoscersi nell’imbarazzante angustia mentale ostentata dal signor Barilla.

Quando la critica sfocia nel sessismo: il caso di Laura Boldrini

Sulle donne e sul loro ruolo nelle istituzioni e nella società civile i media sono pieni di stereotipi. Penso agli spot con le mamme che servono la famiglia o al corpo femminile usato per promuovere viaggi e computer“. Questa riflessione della presidente della Camera Laura Boldrini ha scatenato una serie di tweet a dir poco vergognosi. Una vera e propria “galleria degli orrori” che dovrebbe farci riflettere su quanto il ricorso all’insulto sessista non sia l’eccezione ma la regola per molte, troppe persone.

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“In Utero” vent’anni dopo. Il ricordo di Dave Grohl

In Utero was the first time I’d made an album that reached into the dark side. I remember the conflict, and the uncertainty. I remember all those things when I hear Pennyroyal Tea, after Kurt died, that summer, I went to see Lollapalooza in Detroit. Nobody ever recognised me back then, and I was sitting in this massive amphitheater waiting for the next band to go on, in the middle of 30,000 people, and All Apologies came over the PA. The entire audience started singing along, and I started crying because it wasn’t that long ago that we had lost Kurt and that album had such an emotional impact on me. It’s still hard to listen to it. I can appreciate Steve Albini’s recording and the musicianship, but overall it kinda breaks my heart that was the last album we made, because I think there were more in us.” – Dave Grohl, 2013.

Fonte: Mojo.