Una band splendida

Afterhours. Orion Live Club (Ciampino/Roma), 28.03.2014.

afterhours

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Erdoğan il censore

Erdoğan il censore

“Estirpare”. “Spazzare via”. Travolto dagli scandali il primo ministro turco Recep Tayyip Erdoğan se la prende (nuovamente) con i social network. Ancora una volta a finire nel mirino del premier è Twitter. Ma come scrive una mia amica turca “perfino bambini e anziani sanno come funziona una VPN (sistema utilizzato anche dai ministri più radicali del governo)… Erdoğan non lo capisce perché circondato da lacchè pagati profumatamente per assecondarlo”.

La vergogna di Affile continua

La vergogna di Affile continua

Solidarietà ai tre ragazzi accusati di imbrattamento e danneggiamento del sacrario di Affile dedicato al gerarca fascista Rodolfo Graziani. Il vero reato da perseguire in un Paese civile sarebbe l’indegna celebrazione (finanziata con denaro pubblico) di un sanguinario criminale di guerra.

Aggiornamento: i ragazzi sono stati assolti perché “il fatto non sussiste”.

Ode a Billy Corgan

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Oggi, alla non più tenera età di 47 anni, sei un inguardabile panzone che blatera di Dio, tarocchi e psichedelia. Proprio come agli esordi della tua seconda vita musicale con gli Smashing Pumpkins (dopo quella “gotica” e infruttuosa col gruppo The Marked), quando avevi ancora i capelli (lunghissimi!), cantavi di Messia e Trinità (I Am One), indossavi improbabili camicie floreali e sembravi un figlio dei fiori strafatto. Inutile fare qui il bilancio della tua carriera. Oggi è il tuo compleanno… Tanti auguri William Patrick Corgan Junior. Nonostante (alti e) bassi della tua carriera degni della Fossa delle Marianne (il video ridanciano di Honestly col tuo primo gruppo post-Pumpkins Zwan e il tour per il primo – e si spera unico – disco solista The Future Embrace dove litigavi con i fan che volevano sentire i vecchi pezzi delle Zucche), a metà degli anni Novanta hai dato alle stampe un paio di album memorabili (Siamese Dream e Mellon Collie And The Infinite Sadness) e regalato alle masse orfane della generazione grunge un capolavoro incompreso come Adore. Un disco dove il tema dell’abbandono a te sempre familiare (Disarm, To Forgive e tante altre canzoni) ha toccato il punto più alto e struggente “grazie” alla scomparsa di tua madre. Senza quella dolorosa perdita avremmo corso il serio rischio di ritrovarci tra le mani l’ennesimo album sulla difficile vita di una rockstar multimilionaria depressa e a corto di idee. Sfortunatamente quella sincerità non è stata apprezzata e hai vissuto le scarse vendite di Adore (rispetto alle irraggiungibili cifre del precedente MCIS) come un “fallimento”. Hai infilato nel tuo repertorio qualche altra gemma (la barocca Stand Inside Your Love, una tra le più belle canzoni d’amore degli ultimi anni) per poi finire, intorno al 1999-2000, col non fare altro che lamentarti. In privato di James Iha (il cofondatore dei Pumpkins) e in pubblico dell’eccessiva attenzione riservata a stelle del pop come Britney Spears (!!!). Insomma, a 33 anni ti lamentavi già come un ottantenne in fila all’ufficio postale dopo soli 5 minuti. Da quel primo, epico scioglimento degli Smashing Pumpkins (dicembre 2000) sono passati molti anni. Le hai tentate tutte per tornare sulla cresta dell’onda, ma con scarsi risultati. Ai tuoi fan, compresi quelli più buoni di cuore come il sottoscritto, restano però Gish, Siamese Dream, Pisces Iscariot, Mellon Collie And The Infinite Sadness, Adore e perfino i due volumi di Machina (quello ufficiale e il secondo uscito su internet, uno dei primi esperimenti nel suo genere). Ciò che di scialbo o a volte semplicemente brutto hai fatto durante gli ultimi quattordici anni non ha quindi intaccato il ricordo di chi, oggi trentenne, si lasciò conquistare dal tuo furore iconoclasta (Zero, X.Y.U., Bodies…) e si perse nel sogno di un’adolescenza infinita (1979, Rocket, Tonight, Tonight…), cullandosi nella malinconica convinzione di essere speciale nella propria solitudine (Galapogos, Mayonaise). Tanti auguri di buon compleanno Billy Corgan.

“C’è il ricordo”

giulianiCome spiega bene Zerocalcare con i suoi disegni (e un pugno di parole) “c’è il ricordo“. Dopo molti anni c’è quello… E la rabbia, tanta, per un giovane uomo che oggi avrebbe compiuto 36 anni. In questa giornata il mio pensiero non va a chi ancora polemizza (“aveva un estintore!”), parlando a vanvera di cose che evidentemente non conosce. Oggi il mio pensiero e un ideale abbraccio vanno alla famiglia di Carlo Giuliani e in particolare a sua madre Adelaide, che ho avuto l’onore di incontrare dodici anni fa. Una donna speciale. Minuta, ma forte e determinata. Non ho sue notizie da molto tempo, spero sia in buona salute e che in questo giorno difficile venga circondata dall’affetto dei suoi cari e di tutti coloro i quali ricordano con amore e rabbia Carlo. Un giovane uomo che oggi avrebbe compiuto 36 anni.

Carlo Giuliani (Roma, 14 marzo 1978 – Genova, 20 luglio 2001)

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