La ka$ta dei morti di fame (freelance)

La ka$ta dei morti di fame (freelance)

“Pennivendolo”, “scribacchino”, “servo di regime”… Ma la parola giusta per definire il 90% di chi fa questo mestiere è un’altra: “schiavo”.

Fonte: L’Espresso.

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Più nudità su Repubblica.it

Provocazioni: più nudi (artistici e maschili) su Repubblica.it

Sgombriamo immediatamente il campo da moralismi fuori luogo: il problema non sono le chiappe al vento delle tre donne immortalate di spalle in questa foto. Ciò che risulta insopportabile è l’ipocrisia di un quotidiano che lancia petizioni contro lo sfruttamento e la mercificazione del corpo femminile, salvo poi intasare la famigerata “colonna destra” del proprio sito con tette e culi che di “artistico” e “socialmente impegnato” hanno ben poco ma il cui unico scopo è quello di raccogliere i clic di tanti affezionati e arrapati lettori. Maschi, soprattutto.

Se la versione online del quotidiano diretto da Ezio Mauro volesse però mostrare in home page nudi artistici (magari quelli maschili di Robert Mapplethorpe, per rompere un vero tabù) ne saremmo felicissimi.

Phillip, Legs on Toes, 1979

La lezione di Anna Politkovskaja

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“I giornalisti non sfidano l’ordine costituito. Descrivono soltanto ciò di cui sono testimoni. È il loro dovere, così come è dovere del medico curare un ammalato e dovere dell’ufficiale difendere la patria. È molto semplice: la deontologia professionale ci vieta di abbellire la realtà… L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.

Anna Stepanovna Politkovskaja (New York, 30 agosto 1958 – Mosca, 7 ottobre 2006)