La scuola ai tempi della pandemia – Christian Raimo

Con Christian Raimo (scrittore, insegnante e assessore alla Cultura del III Municipio di Roma) abbiamo parlato di scuola, disuguaglianze, didattica a distanza, divario digitale, “Grande come una città”, editoria e ruolo degli intellettuali ai tempi della pandemia.

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Music Tales – Asia Argento

Il primo amore musicale, le serate nei club di Minneapolis per incontrare Prince, il ricordo di Genesis P-Orridge, l’amicizia con Marilyn Manson, l’estasi per Bob Dylan e un nuovo album (“Music from my bed”). Conversazione con Asia Argento.

Foto di Luca Giorietto.

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I giorni della quarantena – Francesca Melandri / Alberto Prunetti

La criminalizzazione dei comportamenti individuali e la questione di classe ai tempi del coronavirus, l’esigenza di ascoltare i lavoratori e le lavoratrici in prima linea, lo stato di salute dell’editoria, la retorica deresponsabilizzante degli eroi, il ruolo degli intellettuali e l’importanza della solidarietà… Conversazione con Francesca Melandri e Alberto Prunetti.

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L’altro e i confini ai tempi della pandemia

“Io resto a casa”, il senso di comunità come espediente retorico, il rapporto tra uomo e ambiente, la necessità di decolonizzare il nostro sguardo… Conversazione con Andrea Staid, docente di antropologia culturale e visuale.

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Uomini. Mettersi in discussione tra dubbi e contraddizioni.

Da due anni partecipo agli incontri e alle iniziative promosse dal gruppo romano di Maschile Plurale, attività stimolante e formativa che non mi ha evitato, anche in tempi recenti, di essere definito persona “che ama spacciarsi per il salvatore delle donne”.

Ribattere, puntualizzare e inoltrarsi nelle pieghe di un rapporto finito male avrebbe poco senso: un giudizio così netto è inappellabile.

Vorrei tuttavia partire da questo episodio che mi vede protagonista mio malgrado per condividere alcune riflessioni più ampie.

“Un gruppo di condivisione al maschile legato alle tematiche del ripensare la mascolinità fuori dalle maglie del patriarcato tradizionale”.

Gli incontri di Maschile in gioco, il gruppo romano di Maschile Plurale, sono preziosi momenti di condivisione e apertura. Si tratta di occasioni rare e assai diverse dalle “chiacchiere da spogliatoio” cui molti di noi sono abituati. Sessualità, affettività, fantasie, paure… Tutti argomenti che gli uomini difficilmente affrontano con altri uomini, figuriamoci con perfetti sconosciuti.

È innegabile che un’attività così inconsueta possa farti sentire “diverso”, non però necessariamente “superiore” o “migliore”.

Più di una volta infatti durante i nostri incontri ho sentito affermare che non siamo “quelli buoni”, perché se c’è qualcosa di cui le donne non hanno proprio bisogno è di eroi che le salvino.

Ma si può prendere posizione (anche pubblicamente) contro la violenza sulle donne, partecipare a convegni e manifestazioni sul tema ed essere al tempo stesso un uomo che nella propria vita abbia ferito emotivamente altre persone?

Non ho una risposta, ma sarebbe utile avviare un dibattito onesto su quanto ingarbugliate e dolorose possano essere le relazioni tra uomini e donne.

Un confronto necessario per tracciare, insieme, una qualche linea di demarcazione tra la violenza (fisica o psicologica, non fa differenza) e la sofferenza che ci viene inflitta da chi riteniamo abbia tradito la nostra fiducia o ci abbia in qualche modo feriti.

Postilla. Non ho preso parte alle attività di Maschile Plurale per ottenere il “patentino di uomo perfetto”, convinto come sono che noi uomini dovremmo tutti metterci in discussione, soprattutto quelli che – come me – si sentano ancora ingabbiati nelle maglie del patriarcato.