Israeliani esultano per le bombe su Gaza e minacciano i giornalisti

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Un gruppo di israeliani sulla collina di Sderot esulta quando le bombe colpiscono Gaza (e minaccia i giornalisti presenti). La corrispondente della CNN Diane Magnay commenta la scena in diretta tv e nel tweet riportato qui sopra rivela le minacce ricevute dal “pubblico” di Sderot, aggiungendo in calce al suo messaggio la parola “scum” (feccia). Dopo una ventina di minuti cancella il tweet, ma ormai è troppo tardi.

Eufemismi

Eufemismi

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“Abbiamo avuto un cretino che dobbiamo identificare e va sanzionato perché ha preso a calci una ragazza che stava per terra”. (Alessandro Pansa, capo della Polizia di Stato)

“Non giudichiamo da un fotogramma. L’agente ha agito in modo inspiegabile solo in apparenza: era frustrato“. (Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma)

“Non sono un insetto da schiacciare”

Nel linguaggio militare le vittime dei droni vengono spesso definite “bug splats” poiché la persona colpita, vista attraverso le immagini sgranate della camera montata sull’aeromobile a pilotaggio remoto, ricorda un insetto schiacciato. Per questo motivo un gruppo di artisti ha realizzato il gigantesco ritratto di una bambina posizionandolo a Khyber Pakhtunkhwa, una provincia del Pakistan pesantemente bombardata dai droni Predator. Questa bella iniziativa non cambierà la cosiddetta “War on Terror“, ma il messaggio è stato lanciato: quel puntino che un operatore a migliaia di chilometri di distanza si appresta a “schiacciare” utilizzando un joystick non è un insetto, ma un essere umano. Spesso un civile inerme. A volte un bambino.

Fonte.

Hashtag su Twitter: #NotABugSplat.

Nessun colpevole per la morte di Kelly Thomas

kellythomasUn’altra bruttissima storia dagli Stati Uniti d’America. Kelly Thomas era un senzatetto con problemi psichici (schizofrenia). Il 5 luglio del 2011 venne fermato dagli agenti di polizia di Fullerton, città situata nell’area di Orange County (California). Quella sera ci vollero sei agenti per renderlo “innocuo”. Estesi e profondi traumi facciali, danni cerebrali e un’asfissia dovuta all’eccessiva pressione sul torace da parte dei poliziotti spinsero i genitori di Kelly, dopo cinque giorni di coma, a spegnere i macchinari che lo tenevano ancora in vita.

Il 13 gennaio l’epilogo (giudiziario) della vicenda: nessun colpevole per la morte di Kelly Thomas.

#SaveTheSpot: lo skate park non si tocca

The Spot, uno dei migliori skate park d’Italia, era il fiore all’occhiello di Nuova Ostia (Roma), un quartiere noto prevalentemente per vicende criminali. Sulle sue rampe si è esibito anche il leggendario Tony Hawk. Oggi tutto questo, per una serie di irregolarità edilizie (il terreno, gravato da “vincolo paesaggistico”, appartiene al Vicariato che lì vorrebbe costruire una parrocchia) e promesse disattese della politica locale, rischia di scomparire.