La poesia del 1968 “Il PCI ai giovani!!” viene spesso citata, opportunamente “mutilata” (il verso “siamo ovviamente d’accordo contro l’istituzione della polizia” è sempre assente), da giornalisti e politici in malafede per attaccare chi scende in piazza oggi. Basta andare poco oltre “i poliziotti sono figli di poveri” per imbattersi nella complessità di un’analisi che non si ferma all’ormai radicato stereotipo dell’umile agente di polizia contrapposto al manifestante ricco e viziato. Molti dei “rivoluzionari” di allora ricoprono o hanno ricoperto ruoli di primo piano nella politica e nel mondo della cultura (giornalisti, scrittori, professori universitari, artisti…). L’analisi lucida e spietata di Pasolini aveva un suo fondamento, ma applicarla pretestuosamente a chi occupa un edificio vuoto o sciopera per ottenere un salario dignitoso è una mossa disonesta, spesso portata avanti da quegli stessi ex rivoluzionari di estrazione (o aspirazione) borghese che Pasolini già nel ’68 criticava così duramente.
Detto ciò, spiace segnalare come anche gli organizzatori della bella mostra dedicata a Pier Paolo Pasolini (“Pasolini Roma”, al Palazzo delle Esposizioni dal 15 aprile al 20 luglio) siano incappati nella riproposizione edulcorata e per certi versi “tossica” di una poesia che nulla ha di assolutorio nei confronti della polizia intesa come istituzione.
Oggi, alla non più tenera età di 47 anni, sei un inguardabile panzone che blatera di Dio, tarocchi e psichedelia. Proprio come agli esordi della tua seconda vita musicale con gli Smashing Pumpkins (dopo quella “gotica” e infruttuosa col gruppo The Marked), quando avevi ancora i capelli (lunghissimi!), cantavi di Messia e Trinità (I Am One), indossavi improbabili camicie floreali e sembravi un figlio dei fiori strafatto. Inutile fare qui il bilancio della tua carriera. Oggi è il tuo compleanno… Tanti auguri William Patrick Corgan Junior. Nonostante (alti e) bassi della tua carriera degni della Fossa delle Marianne (il video ridanciano di Honestly col tuo primo gruppo post-Pumpkins Zwan e il tour per il primo – e si spera unico – disco solista The Future Embrace dove litigavi con i fan che volevano sentire i vecchi pezzi delle Zucche), a metà degli anni Novanta hai dato alle stampe un paio di album memorabili (Siamese Dream e Mellon Collie And The Infinite Sadness) e regalato alle masse orfane della generazione grunge un capolavoro incompreso come Adore. Un disco dove il tema dell’abbandono a te sempre familiare (Disarm, To Forgive e tante altre canzoni) ha toccato il punto più alto e struggente “grazie” alla scomparsa di tua madre. Senza quella dolorosa perdita avremmo corso il serio rischio di ritrovarci tra le mani l’ennesimo album sulla difficile vita di una rockstar multimilionaria depressa e a corto di idee. Sfortunatamente quella sincerità non è stata apprezzata e hai vissuto le scarse vendite di Adore (rispetto alle irraggiungibili cifre del precedente MCIS) come un “fallimento”. Hai infilato nel tuo repertorio qualche altra gemma (la barocca Stand Inside Your Love, una tra le più belle canzoni d’amore degli ultimi anni) per poi finire, intorno al 1999-2000, col non fare altro che lamentarti. In privato di James Iha (il cofondatore dei Pumpkins) e in pubblico dell’eccessiva attenzione riservata a stelle del pop come Britney Spears (!!!). Insomma, a 33 anni ti lamentavi già come un ottantenne in fila all’ufficio postale dopo soli 5 minuti. Da quel primo, epico scioglimento degli Smashing Pumpkins (dicembre 2000) sono passati molti anni. Le hai tentate tutte per tornare sulla cresta dell’onda, ma con scarsi risultati. Ai tuoi fan, compresi quelli più buoni di cuore come il sottoscritto, restano però Gish, Siamese Dream, Pisces Iscariot, Mellon Collie And The Infinite Sadness, Adore e perfino i due volumi di Machina (quello ufficiale e il secondo uscito su internet, uno dei primi esperimenti nel suo genere). Ciò che di scialbo o a volte semplicemente brutto hai fatto durante gli ultimi quattordici anni non ha quindi intaccato il ricordo di chi, oggi trentenne, si lasciò conquistare dal tuo furore iconoclasta (Zero, X.Y.U., Bodies…) e si perse nel sogno di un’adolescenza infinita (1979, Rocket, Tonight, Tonight…), cullandosi nella malinconica convinzione di essere speciale nella propria solitudine (Galapogos, Mayonaise). Tanti auguri di buon compleanno Billy Corgan.
Come spiega bene Zerocalcare con i suoi disegni (e un pugno di parole) “c’è il ricordo“. Dopo molti anni c’è quello… E la rabbia, tanta, per un giovane uomo che oggi avrebbe compiuto 36 anni. In questa giornata il mio pensiero non va a chi ancora polemizza (“aveva un estintore!”), parlando a vanvera di cose che evidentemente non conosce. Oggi il mio pensiero e un ideale abbraccio vanno alla famiglia di Carlo Giuliani e in particolare a sua madre Adelaide, che ho avuto l’onore di incontrare dodici anni fa. Una donna speciale. Minuta, ma forte e determinata. Non ho sue notizie da molto tempo, spero sia in buona salute e che in questo giorno difficile venga circondata dall’affetto dei suoi cari e di chi ricorda con amore e rabbia Carlo. Un giovane uomo che oggi avrebbe compiuto 36 anni.
Carlo Giuliani (Roma, 14 marzo 1978 – Genova, 20 luglio 2001)